venerdì 2 maggio 2014

Terme libere di Bagni San Filippo: il Fosso Bianco e la “Balena Bianca”

Bagni San Filippo, Fosso Bianco

Per le dimensioni e per il numero di residenti (pare se ne contassero una settantina nel 2001) Bagni San Filippo può essere definito come un aggregato di case piuttosto che come un vero e proprio paese: da un punto di vista amministrativo, d'altronde, è una frazione del Comune di Castiglione d'Orcia.
Siamo in Toscana, in Provincia di Siena. Non molto lontano da qui c’è il Monte Amiata, un antico vulcano ormai spento che domina i panorami dell’area circostante, svettando nel paesaggio collinare contiguo interamente coperto da boschi che ancora danno l’idea di una natura incontaminata. Seppur inattivo il vulcano è ancora il principale protagonista sul palcoscenico allestito dalla natura circostante, dando luogo ad incredibili fenomeni di vulcanismo secondario che qui si manifestano sotto forma di sorgenti termali.
Già abbiamo avuto modo di parlare delle Terme di Saturnia (se vi fosse sfuggito, leggete qui) che si trovano a circa 55 chilometri di strada da qui. Come a Saturnia, anche a Bagni San Filippo non ci si va per caso. Il paesello è piuttosto fuorimano e, complice anche l’altitudine (524 metri sul livello del mare), lo si raggiunge inerpicandosi su piccole strade non proprio facili da percorrere.
Noi, in verità, questa meta ce la siamo dovuta davvero sudare!
Partiti da Saturnia alle 17 circa, ci affidiamo al Tom Tom, il nostro utile quanto infimo compagno di avventure: la destinazione è in Via del Fosso Bianco, la meta è alle coordinate GPS 42.929062, 11.703165. La giornata non è delle migliori ed anzi, appena partiti, ha inizio un temporale non molto copioso ma persistente che ci accompagna per quasi tutto il tragitto. La strada è tutta un programma: salite, tornanti, curve, discese, tratti non asfaltati in un ambiente dove la natura la fa da padrona, come ci ricordano alcuni restringimenti improvvisi della carreggiata dovuti a frane che si sono verificate forse qualche settimana prima. Il panorama è splendido, almeno alla partenza: dopo mezz’ora in quelle condizioni di guida la tensione si fa sentire, perché piove e non si vede anima viva. L’approdo a Bagni San Filippo, quindi, dopo quasi un’ora e mezza di viaggio su quella specie di mulattiera è davvero una liberazione.
Cosa troverete una volta arrivati?
Premesso che si parcheggia al margine della strada in stalli completamente gratuiti, come a Saturnia anche a Bagni San Filippo c’è la possibilità di optare tra uno stabilimento termale privato (e quindi a pagamento) ed un sistema di terme gratuite all’aperto. L’acqua che alimenta le due terme è la stessa, ovviamente ciò che cambia sono le comodità a disposizione dell’utenza. Noi siamo per le terme gratuite.
Seguendo il cartello “Fosso Bianco” si imbocca un sentiero percorribile a piedi, e dopo circa 30 metri si incontra un’area picnic già attrezzata con tavoli, sedie e brace. Dopo altri 20-30 metri si incontra una prima parete bianca di calcare ai cui piedi scorre un ruscello. Saltellando di pietra in pietra, attraversate il ruscello e proseguite per il sentiero, seguendo la staccionata di legno. Orientandovi tra gli alberi, dopo circa cento metri di sentiero un po’ sconnesso e talvolta fangoso sarete arrivati: lì, nel suo candore, incontrerete la maestosa “Balena Bianca”. Guardando le immagini capirete il perché del soprannome: l’insieme di stalattiti formatesi in alto sembra richiamare alla bocca di una balena, bianca per l’abbondanza di bicarbonato di calcio (oltre ad altri gas e minerali) disciolto nelle calde acque che la bagnano.

Bagni San FIlippo: il bosco visto dall'alto della rupe da cui si solleva il vapore
Bagni di San Filippo: il Fosso Bianco, particolare delle pozze celesti di acqua termale 
Bagni San Filippo: la "bocca" della Balena Bianca

Armati di borsone, con costumi, accappatoi e scarpette da scoglio al seguito, ci cambiamo all’aperto in pochi minuti: non aspettatevi un bagno o una cabina che funga da spogliatoio, tanto organizzandovi a dovere e accettando qualche compromesso non ne avrete bisogno. Ha inizio quindi la scalata della rupe su cui scende, come un velo, acqua bollente proveniente dalla sommità: qualche mano previdente ha scavato piccoli gradini che facilitano la salita, ostacolata piuttosto dalla forte tentazione di immergersi in una delle vasche colme di acqua termale scavate nella roccia viva.
Avendo provato nella stessa giornata entrambe le terme, possiamo dire con certezza che qui l’acqua è ancor più calda che non a Saturnia! Almeno all'inizio, riuscire ad immergersi nelle vaschette di acqua celeste e bollente alle sette di sera di un giorno di metà aprile - per giunta dopo un prolungato temporale - è stato quasi impossibile: si aveva il bisogno concreto di riemergere per farsi raffreddare dalle folate leggere di vento provenienti dal bosco prospiciente.
L’acqua è sulfurea e nell'aria l'odore si sente. Ma è anche molto ricca di bicarbonati, tanto che una volta asciutti sarete ricoperti da una sottile patina simile ad un “sale”, se questo può aiutarvi a rendere l’idea. Il brusco salto termico tra l’ammasso bianco velato da acque bollenti e l’atmosfera circostante dà luogo a nuvole di vapore che, fumanti, si allontanano dalla rupe candida come la neve.
Ed è così che all’imbrunire, quasi completamente soli, ci ritroviamo a fare il bagno in un bosco, sul dorso di una “Balena Bianca” piovuta da chissà dove in quel remoto angolo incontaminato di Toscana. Lontanissimi da casa, ma felicissimi di esserlo. Grazie anche a quell'infimo ma utilissimo Tom Tom…     

Bagni San Filippo, le nuvole di vapore
Bagni San Filippo, la "bocca" della Balena Bianca
Bagni San Filippo, vasche di acqua termale
Bagni San Filippo, relax all'imbrunire...


sabato 26 aprile 2014

Terme di Saturnia, le "Cascate del Mulino".

Terme di Saturnia, Cascate del Mulino

Le abbiamo scoperte per caso, da un “Mi piace” messo su Facebook da qualche nostro conoscente ad una foto trovata sul Web, che all'inizio sembrava poco credibile, davvero troppo perfetta, praticamente una cartolina. Dopo averle visitate di persona, oggi con gran meraviglia dobbiamo ammettere che la foto non era affatto ritoccata: il posto c'è e dal vivo è ancor meglio di quel paradiso incantevole che già di per sé appare in foto.
Facendo alcune ricerche su internet sembra che la località “Cascate del Mulino” sia alquanto rinomata, anche se dobbiamo confessare che non è proprio di strada rispetto agli itinerari convenzionali della Toscana. Se dopo questa recensione qualcuno deciderà di raggiungerla, sappia che molto probabilmente avrà a che fare con strade sconnesse e immerse tra i boschi, con curve tortuose e diversi saliscendi, animate di rado da qualche gregge di pecore al pascolo immerse nel rilassante panorama bucolico che caratterizza gran parte della Toscana meridionale. 

Terme di Saturnia, Cascate del Mulino

La località “Cascate del Mulino” è a circa tre chilometri a sud di Saturnia, una frazione del Comune di Manciano situata nell'entroterra della Maremma grossetana. Per chi volesse raggiungerla le coordinate GPS da inserire nel navigatore sono le seguenti: 42.648120, 11.512117.
Ma di cosa si tratta? Saturnia sin dai tempi degli Etruschi e dei Romani è rinomata per la presenza di acque sorgive termali. Un’antica leggenda racconta che queste acque sono nate per mano di Giove dopo che quest’ultimo, in occasione di un diverbio, preso dall'ira scagliò contro Saturno un fulmine, mancandolo: nel punto esatto dove cadde il fulmine nacquero le sorgenti termali. 
Leggenda a parte, poco lontano da Saturnia si erge il Monte Amiata, un vulcano ormai spento: pare che nei pressi di Saturnia anticamente fosse presente un cratere vulcanico, oggi inattivo ma che tuttavia ancora manifesta fenomeni di vulcanismo secondario. L’acqua di falda, infatti, scorrendo lentamente nel sottosuolo locale risente delle temperature ancora elevate delle rocce vulcaniche in profondità, riaffiorando in superficie profondamente mutata ed arricchita sia in gas (anidride carbonica ed idrogeno solforato) che in sali minerali (bicarbonato, calcio, magnesio, solfati). La sorgente, da cui sgorga l’acqua alla temperatura di 37.5 °C, alimenta sia un rinomato complesso termale privato costruito su di essa che un ruscello; quest'ultimo, dopo qualche centinaio di metri di percorso tra i canneti, precipita in un gioco di cascatelle e vasche naturali in prossimità di un antico mulino: eccovi spiegato il nome della località, “Cascate del Mulino”.

Le Cascate del Mulino viste dalla S.P.10

Venendo da sud lungo la S.P.10, poco prima di arrivare a destinazione si intravede dall'alto della strada il mulino e le cascatelle tanto agognate (dopo un'ora e mezza di macchina, fate un po' voi!). Percorriamo le poche curve che ci separano dalla meta in breve tempo ed imbocchiamo la strada che porta al mulino. Già qui cominciamo a scorgere le auto in sosta su strisce bianche, mentre di fronte ci ritroviamo un bar/ristorante, l’unico presente in zona. Desiderosi di scendere dall'auto, sulla destra entriamo in un grande parcheggio gratuito in cui lasciare comodamente l’auto. Il mulino è lì, alla sinistra del bar, da cui proviene il fragoroso scroscio delle acque che scendono lungo le cascatelle.
L’accesso alle Cascate del Mulino delle Terme di Saturnia è GRATUITO: non si paga nessun biglietto e non si paga il parcheggio. Per questa ragione (ovviamente) non troverete servizi igienici né uno spogliatoio in cui mettervi in costume: tutti si cambiano in auto, la cosa vi sembrerà naturale.

Alcuni preziosi consigli che nascono dalla nostra personale esperienza: 
  • noi ci siamo organizzati indossando già prima di arrivare a destinazione il costume;
  • dovendo muovervi sulle rocce da una vasca all'altra, sarebbe opportuno munirvi di scarpette antiscivolo (le scarpette da scoglio, per intenderci);
  • per andare dall’auto alle cascate e viceversa munitevi di accappatoio: se non ci andrete in estate sarà l’unico momento in cui potreste sentire freddo. Noi ci siamo stati ad aprile in una giornata nuvolosa a tratti piovosa, ma in acqua si stava divinamente, e da quel che ci hanno detto lì la gente fa il bagno pure di notte o durante il periodo invernale, quando certamente l’affluenza sarà minore;
  • portate con voi un piccolo borsone da piscina, in cui lasciare accappatoi e quantomeno le chiavi dell’auto: telefonini e portafogli sarà meglio lasciarli in auto, perché il borsone rimarrà sulla riva;
  • per scattare foto vi consigliamo una macchinetta resistente all'acqua anche se, una volta fuori, sarà meglio lavarla ed asciugarla a dovere per la presenza dei tanti sali minerali;
  • una volta conclusa la giornata portate un cambio comodo da indossare in auto, ricordando che la pelle sarà in parte coperta da un sottile velo di sali minerali: non stupitevi perciò se vi porterete dietro una leggera puzza di zolfo, è normale.  
E ricordate: state facendo il bagno a diretto contatto con la natura, in piscinette con acqua sorgiva ad una temperatura di quasi 38 °C e…totalmente GRATIS! Rinunciare a qualche piccolissima comodità è un prezzo irrisorio da pagare in cambio di un’esperienza bellissima come questa! Buona scoperta, ma nell'attesa diteci se questo articolo vi è piaciuto!

Terme di Saturnia, Cascate del Mulino viste dalle vasche

Terme di Saturnia, Cascate del Mulino viste dalla riva