martedì 31 dicembre 2013

Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio, Bari

Accade così, quasi per caso. Girovagando per i meandri di Bari Vecchia, percorrendo uno stretto vicolo oppure oltrepassando un arco angusto, ti puoi ritrovare sempre difronte a qualcosa di nuovo ed inaspettato.
Ne è un esempio Piazza del Buonconsiglio. Qui si rinvengono i resti di un'antica chiesa del Borgo, collocata quasi nei paraggi del porto, risalente almeno al IX secolo d. C. della quale si sa poco o nulla.

I resti della chiesa

Da alcune notizie reperibili sul Web si apprende che la chiesa, di modeste dimensioni, venne costruita e poi ristrutturata in almeno tre fasi storiche successive. Ciò è desumibile dall'analisi degli unici elementi ancora presenti che, ad eccezione delle nove colonne, sono sopravvissuti all'incedere del tempo: i pavimenti. Questi costituiscono la vera bellezza del rudere, un po' perché non molto altro è rimasto, un po' perché testimoniano quello che doveva essere l'originario aspetto della chiesa ormai sparita.

Interessante è, infine, un episodio storico relativo alla chiesa, narrato dallo storico Antonio Beatillo (Historia di Bari principal città della Puglia, 1637).
Pare che verso la fine dell'Anno Mille, in occasione dei matrimoni, fosse usanza per i parenti stretti della sposa accompagnarla all'altare con un vero e proprio corteo per le vie del centro storico. Per dare maggior lustro al giorno in questione, qualcuno - preso da sciocca vanità - iniziò a far accompagnare la propria figlia da qualche nobile locale: nel tempo questa usanza occasionale venne interpretata dalla classe nobiliare come un vero e proprio diritto irrinunciabile. Dice il Beatillo che "non piacque ciò ìr popolani, e per questo i primi di essi, vedendosi così aggravati, né havendo à chi ricorrere per giustitia, si unirono segretamente nella lor Chiesa, nominata allora la Madonna del Popolo, e stabilirono, che, nel primo sponsulitio da farsi, tenessero in detta Chiesa buon numero di gente armata, la quale, se dagli avversarij fosser lor fatta viole(n)za, uscisse arditamente di là, e ne facesse macello".
Fu così che nel dicembre del 946 d. C., in occasione dell'ennesimo sopruso da parte di un nobile nei riguardi di una sposa, scoppiò una vera e propria sommossa popolare che portò all'uccisione di un gran numero di nobili locali. Da allora l'usanza si estinse e il nome della chiesa passò da Madonna del Popolo a Santa Maria del Buonconsiglio.

Per i più curiosi ecco l'intero stralcio del Beatillo... (Clicca Qui)

mercoledì 27 novembre 2013

Palazzo Simi, Bari


Situato a "Bari Vecchia" in Strada Lamberti, questo storico palazzo si raggiunge con maggior facilità accedendo al Borgo Antico da via Benedetto Petrone, una delle principali traverse di Corso Vittorio Emanuele II, il corso che separa idealmente la parte medievale del capoluogo pugliese dal "Quartiere Murattiano". L'attuale assetto del palazzo è il risultato di ampliamenti eseguiti in epoca tardo-rinascimentale su un nucleo costruttivo medievale il cui piano di fondazione risale addirittura al periodo imperiale romano.
A partire dal 2000 il palazzo è sede del Centro Operativo di Archelogia ed attualmente ospita una collezione permanente di reperti, rinvenuti nei territori circostanti il capoluogo, visitabili gratuitamente tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30.

Palazzo Simi, il portone di accesso.

Al momento di firmare il registro delle visite emerge chiaramente una scarsa frequentazione del museo da parte dell'utenza. La cosa è oggettivamente incomprensibile dal momento che, sia per la qualità dei reperti qui custoditi che per le caratteristiche costruttive dell'impianto museale che li ospita, il palazzo dovrebbe essere decisamente più trafficato di quanto effettivamente non sia. La mostra si apre con oggetti di epoca preistorica (punte di accetta, frammenti di vasi, pesi di varie misure, ecc...) tra i quali certamente spiccano, per bellezza ed unicità, delle piccole teste in pietra, rassomiglianti (seppur lontanamente) alle figure scultoree dalle linee morbide dell'artista lucano Pietro Gurrado. Proseguendo si rinvengono vasi di ogni genere, spesso ricostruiti da frammenti rinvenuti nelle varie sepolture, ed una sezione con oggettistica funebre ritrovata specificatamente nell'abitato barese. 




Ma la parte più bella è quella rinvenibile nei sotterranei del palazzo, sotto l'attuale piano pavimentale, dove è possibile "scoprire" tre principali elementi di grande interesse: il primo, lungo la scala di accesso ai sotterranei, è rappresentato da uno scenografico esemplare di antico forno utilizzato per la cottura di pietanze da chi quel palazzo l'ha effettivamente vissuto per secoli; il secondo, in una stanza collocata in posizione frontale rispetto alla scala, è rappresentato da una ricostruzione di uno vero scavo archeologico, con uno scheletro che emerge dal terreno ancora parzialmente da rimuovere.

Palazzo Simi, l'antico forno del palazzo.
 
Palazzo Simi, ricostruzione di uno scavo archeologico.

L'ultimo elemento, la vera gemma dell'intera visita, è custodito nella stanza a sinistra della rampa: si tratta dei resti di un'anonima chiesetta bizantina posta proprio al di sotto dell'odierno palazzo. Rinvenuta negli Anni Ottanta, la chiesa era completamente sommersa da detriti che compensavano il dislivello di circa tre metri tra il vecchio e l'odierno piano stradale. 

Palazzo Simi, i resti della chiesa bizantina sottostante.

Da una serie di pannelli illustrativi si apprende che il livello basale è di epoca romana, sul quale la porzione ancora in piedi del catino absidale e del piccolo altare in blocchi di calcare furono eretti in epoca bizantina. Completa lo spaccato la muratura di fondazione del palazzo oggi sovrastante, di epoca medievale. L'abside, intonacato ed ancora parzialmente affrescato, lascia solo lontanamente immaginare la varietà cromatica che originariamente caratterizzava questo piccolo gioiello della Bari Sotterranea, ingiustamente ignorato o comunque ancora poco conosciuto, probabilmente anche dagli stessi abitanti locali. 
Nel silenzio dell'antica chiesa, interrotto dal rumore dei passi sulla massicciata in pietre che sostituisce il pavimento della stanza, un modellino in compensato di Bari Vecchia lascia intravedere le altre bellezze visitabili una volta fuori da Palazzo Simi. Ma quella è già un'altra storia... 

Palazzo Simi, plastico di Bari Vecchia.